Per una manciata di felicità
Non è facile fermarsi un po', in mezzo al frastuono ed alle luci abbaglianti della vita di città. Non è facile per niente.
È passato un anno, un anno sono 365 giorni di giri pazzi, su e giù, per rincorrere un posto a bando, che poi posto non è, finché non c'è anche un'abilitazione. Un gran casino per un posto.
Sospiro. Dopo un anno di giri e rigiri, come un criceto, mi sono spostata un po' più in là ma di poco. Ho preso l'abilitazione, sì, ma poi? E ora? Niente, ora tocca rifare il concorso, quello che a questo giro mette a bando ben 7 posti, 7, in tutta la Toscana. Cioè, ci sono 7 posti disponibili non si sa bene dove in Toscana su una marea di candidati. Sì perché 259 candidati per 7 posti 7 è tanta roba.
Dice, "ma tu l'avevi già superato un concorso l'anno scorso, e allora perché sei di nuovo lì a ripassare dal via?"? Ehhh, perché il ministero dell'istruzione e del merito (🤮) ha deciso che le graduatorie saranno fatte solo per i vincitori. L'anno scorso per un posto è stato easy, un posto era, e una persona è risultata vincitrice. Quest'anno ci sarà una graduatoria solo per i primi 7, cioè i vincitori dei posti a bando, gli altri non potranno sapere né vedere la loro posizione in graduatoria, perché saranno non graduati, dall'ottavo in poi. Eh ma la trasparenza? No, che c'entra ora la trasparenza in un concorso pubblico, mica è richiesta... Dov'è scritto? Lo vedi scritto da qualche parte? No, quindi non importa...
Quindi boh, considerazioni sciolte e nemmeno in rima sul finire di questo marzo, ancora in attesa che esca il punteggio minimo per la mia classe di concorso per poter accedere alla prova orale... Dopo più di un mese di una roba computer based, che vuoi che sia? Tutto regolare, cioè, regolare regolare forse no, però così è, se vi piace...
E allora io che faccio? Niente, e allora io cammino, e respiro, e mi immergo in mezzo alla natura cinguettante di primavera, in mezzo ai campi esuberanti di colza, con lo sguardo in cielo, a cercare tutte le più piccole sfumature, per descrivere le quali mi manca il vocabolario, ma che riesco a tenere dentro, a conservare e assimilare, perché sì, va bene così anche se così non va bene e anche se così non vi pare.
Francesca







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