Dis-connessioni 🌅

Mi trovo in vacanza all'Isola d'Elba. Dopo tanti anni di assenza, questo è il decimo che vengo qui, precisamente a San Piero in Campo. Sarà un caso ma il mio borgo preferito dell'Elba è in collina, vista mare...   
Dirai: al mare in collina? assurdo... e poi che monotonia, sempre lo stesso posto, ogni anno, che noia, che barba, ma perché non cambi un po'? E poi in luglio o agosto, nel periodo più affollato... 
È vero, sul luglio ed agosto siamo d'accordo, però ci sto lavorando... Sul resto, invece, mi sento in linea con i miei pensieri di quando ero bimba, quando cioè desideravo avere un luogo in cui potermi ritrovare ogni anno con amici per stare insieme, aggiornarci sull'anno passato e divertirsi insieme, vivendo esperienze da aggiungere nella biblioteca delle emozioni e dei ricordi ritrovati.
Quando ero bimba e ragazzina desideravo con tutta me stessa quello che faceva una mia carissima amica perché lei ogni anno, finita la scuola, faceva bagagli e burattini e partiva per Varigotti, dove i suoi nonni abitavano, e dove ogni estate ritrovava cugini e amici con cui passare l'estate e fare avventure che io sognavo. Il fatto di essere la nipote più grande senza cugini con cui poter giocare o condividere momenti indimenticabili mi costringeva ad immaginare storie fantastiche lì dove mi trovavo, cioè nella campagna pisana, appena fuori dalla città. Allora il fienile diventava la mia casa, con tanto di cucina, piatti, posate e pentole in cui cucinare i miei piatti preferiti, letti su cui riposare ed un giardino che mi donava tutto il necessario per abbellire la mia casetta immaginaria. La pioppeta di Marietta (la cugina di mio nonno che mi faceva un po' paura perché aveva due denti, uno di sopra ed uno di sotto, tipo strega di Biancaneve) diventava il bosco incantato in cui immaginavo di incontrare, finalmente, il mio principe azzurro (o allora? da piccola credevo nelle favole, invece che in me stessa). Poi è arrivato il momento di Goldrake ed allora la terrazza (in marmo bianco) di nonno Gigi è diventata una navicella spaziale, con tanto di pulsanti sonori per aprire ed uscire dalle porte spaziali... Era dura riuscire a tenere sotto controllo la strumentazione, perché arrivava regolarmente qualcuno a cancellare i segni fatti con il lapis, però le sentinelle erano davvero attente, perciò la navicella spaziale è resistita a lungo, finché non è arrivata la radio. Questa volta lo spazio dello studio di registrazione era il fienile al primo piano, quello dove di solito si facevano i pezzi estivi. L'attrezzatura era perfetta: l'antennadella radio era il microfono ed  il mangianastri o il mangiadischi diventravano alternativamente il mixer da cui trasmettevamo le dediche. 
Erano estati disconnesse, in cui il tempo diventava una scatola magica da cui attingere per trasformarsi via via in qualche cosa che mi serviva per arrivare a settembre, ed iniziare a telefonare per sapere se Francesca era tornata e contare così i giorni che mi separavano dai suoi racconti. 
Casualmente in questi giorni sono rimasta senza connessione internet per cui ho potuto assaporare l'assenza di una connessione costante per tutto e mi è tornato in mente da dove arriva questo mio piacere nel tornare ogni estate nello stesso luogo, in questo luogo.
In tutto questo c'è anche il desiderio di "regalare" un luogo dei ricordi del cuore anche a mia figlia. E onestamente questo piccolo borgo in collina, vista mare, a dimensione umana, è proprio quello che volevo ed è tornato a me nel momento giusto, nella situazione giusta. Se lo avessi ricercato, forse non mi si sarebbe "ripresentato"... 
Perciò eccomi qui, in una casetta che la mia amica Giò definisce "roulottina" per le dimensioni contenute, nel punto più alto del paesino, ma con una terrazza con una vista che abbraccia tutto il paese fino a "Facciatoia" e che prosegue fino a Punta Ala, all'Isola del Giglio ed all'Isola di Montecristo che, nelle giornate più terse, sembra un bignè da gustare. Qui all'imbrunire ti può capitare di veder passare una coppia di mufloni in cerca di qualcosa da mangiare, qui la notte stellata è più luminosa e le stelle cadenti fanno mostra di sé non solo la notte di San Lorenzo, qui si fa colazione all'ombra del fico e cena su un tavolo di granito con vista sulla baia scintillante di Marina di Campo. 
Qui la connessione c'è ma non con la rete, bensì con sé stessi.
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"Il borgo è così piccolo che sta tutto in uno sguardo, dalla strada d’accesso al campanile, se ne vedono i confini o li si immagina, disegnati dai bordi della campagna, i balconi pieni di panni stesi e di mille modi di stare al mondo."
(Fabrizio Caramagna)

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